2384 mt

CONTRAFFORTE
REINA

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
Il contrafforte 2384 mt è visibilissimo dalla strada che dal Santuario di Castelmagno sale verso il Colle Fauniera. Sicuramente più della Cima Reina ed infatti compare non appena si arriva nella zona boulder all’altezza del ponte Parvo sopra la Grangia Parvo o come scritto “Dove osano le bufale”. Il contrafforte si presenta verticale e strapiombante nella parte sinistra, verticale con cenge erbose al centro e leggermente meno verticale, ma con una spettacolare guglia, a destra.
Su queste pareti sono state tracciate vie di un certo sviluppo e nella parte più orientale una falesia con tiri molto differenti tra loro nello stile di arrampicata, da placche e fessure a strapiombi e tetti.
Proprio la roccia di questa parete è molto particolare. A differenza del calcare della Rocca Parvo, posta davanti a poca distanza, si arrampica su di un quarzo in certe zone molto compatto con striature nere, in certe altre più morbido. È fondamentale salire queste vie con attenzione perché fin tanto che non saranno ripetute e ripulite qualcosa di certo si staccherà ancora.

Avvicinamento

Il contrafforte dal parcheggio con a destra la Cima della Reina

Superato il Santuario di Castelmagno si prosegue verso il Colle Fauniera. Passato la Grangia Parvo si continua verso la successiva Grangia Fauniera.
Da qui ancora un tornante e prima che la strada torni nel vallone Fauniera, si imbocca a destra una sterrata che offre subito all’inizio alcuni posti per parcheggiare. Il transito su tale sterrata è vietato in quanto percorribile solo da pastori e per la manutenzione all’acquedotto del vallone della Miniera. In 15 minuti di camminata comoda in piano lungo la sterrata prima e per prati poi si raggiunge la parete. È possibile anche parcheggiare nello slargo a destra prossimo al ponte sotto alla suddetta parete al termine del rettilineo. Un sentiero evidente sale direttamente.

Curiosità

La parete in questione non aveva mai attratto la mia attenzione, alpinisticamente parlando, nemmeno quando in inverno scendendo il bellissimo vallone Miniera dalla Cima Sibulet ci passavo a pochissimi metri dalla base. Poi un’estate durante una giornata con i miei figli a volare con alianti radiocomandati ed aquiloni poco sotto al rifugio Trofarello, ora Fauniera, mi dissero “guarda che bella roccia per fare una palestra”. 

In cima alla cuspide

Spinti dalla curiosità andammo ad osservarla da vicino e così pochi giorni dopo nasceva la piccola falesia dei Pokemon. E fu proprio mentre resinavo gli ultimi tiri con il loro prezioso aiuto che Mattia mi disse “anche là sembra bello, la roccia è arancione!”. Finiti i lavori ci incamminammo a piedi e giunti sotto la parete non potei che affermare di sì… ma non sapevo a cosa sarei andato incontro.

Non proprio placche appoggiate
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