SERRA DI CIARBONET

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
La Serra di Ciarbonet è compresa tra la Cima di Malaterra Nord ed il Tridente di Clapiere. Sulle guide e sulle carte è riportata come un'unica cima ma, avendo tracciato sulla sua parete E-SE due vie entrambe su due sommità diverse, le relazionerò come due quote differenti. 

Avvicinamento

Come per le altre vie nel vallone, dal rifugio Dahu de Sabarnui, si sale lungo la strada sterrata e poi per la mulattiera fino al bivio per i laghi di Lausfer continuando a salire in direzione del Corborant. Raggiunto il lago inferiore del Lausfer si continua su comodo sentiero sino al lago Superiore. Si abbandona il sentiero che lo costeggia verso destra per imboccare la breve mulattiera a sinistra in direzione della casermetta diroccata, di qui per facili balze rocciose si giunge ad una altura arrotondata di fronte alle chiare pareti della Serra. Una pietraia, a tratti di roccia rossastra, si innalza sino a raggiungere l’attacco delle due vie

La Serra di Ciarbonet dal lago superiore del Lausfer

Nella parte di pietraia con rocce rosse sono presenti spaccature e buche create artificialmente tempo fa dai minatori che estraevano ferro da quelle pietre. Infatti, se si prosegue in piano in direzione nord verso la Bocchetta di Ciarbonet ovvero la marcata incisione sulla cresta che separa la Serra dalla Quota 2811, è possibile intravedere i resti dell’antica “miniera” di ferro.

Curiosità

La prima salita fu compiuta nel lontano 27 agosto 1931 da Giuseppe Zapparoli Manzoni e da Giuseppe Degioanni, nonno dell’amico Beppe proprietario dell’accogliente e caratteristico Rifugio Dahu.
La bellezza della roccia e lo spettacolo che regalano i numerosi laghi osservati dall’alto mi hanno spinto a dedicare le due vie che salgono sulle assolate pareti della Serra ad Agnese ed Amelia, le piccole bimbe di Beppe, in ricordo delle imprese del loro bisnonno su queste magnifiche montagne di casa.

Cavalcando le tre Cime di Malaterra

La Serra di Ciarbonet è una struttura rocciosa con a sinistra la Cima di Malaterra Nord e a destra la quota 2811. Le sue lisce pareti, costituite da una spettacolare roccia bianca lavorata e molto abrasiva, si raggiungono dalla caratteristica casermetta del lago superiore di Lausfer salendo prima per facili balze rocciose intervallate da pendii erbosi e superando una pietraia caratteristica per la colorazione rossastra ricca di ferro. Dalla Cima di Malaterra Sud sino al Corborant si può percorrere un’articolata cresta che cavalca una serie di punte minori alpinisticamente poco conosciute. L’arrampicata non è difficile, molti tratti si fanno camminando e dove più impegnativo si può andare in conserva corta protetta. Salendo verso la cima di Malaterra passando lato laghi Lausfer, notai quelle belle biancastre sulla Serra, ma ancora di più mi colpirono quando le vidi dall’alto. Sicuramente erano di ottima roccia e lo sviluppo di eventuali linee sarebbe stato interessante. Un’altra cosa però mi colpì salendo la Cima di Malaterra Nord, in fondo ad un ripido canale erboso notai un oggetto colorato rossastro.

Porta dell' AS 350 Écureuil

Chiesi a Katya conferma, sembrava uno sci. Ma era troppo grande per i nostri gusti e così per un po' di tempo la cosa ci fece discutere al punto di convincerci per un sopralluogo al rientro. Così fu, stanchi dalla lunga giornata in cresta comunque traversammo lungamente in piano su eterne pietraie fino ad imbatterci in un relitto di elicottero. Sì, proprio così, resti di un elicottero AS 350 Ecureuil francese precipitato ed in parte recuperato nel 2005, durante il posizionamento delle pietre di confine sulle creste.

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