2394 mt

ROCCA PARVO

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
La Rocca Parvo, per chi risale la valle in auto, si presenta con una parete aggettante, in alto molto vicina alla strada. La sua storia alpinistica risale agli anni sessanta con numerose vie tracciate da Martini e compagni sulla parete Nord. Purtroppo la fama di queste vie non ebbe successo a causa della qualità della roccia. Solo negli anni 2000 due vie tracciate in ottica moderna da Spirito Pettavino e Gigi Garro sulla Torre Nord-Ovest attirarono l’attenzione di timidi avventurieri e così la valle Grana per anni ha riscosso l’attenzione alpinistica proprio per quei due soli itinerari.

Avvicinamento

Danilo sul primo tiro di Eclissi

Dal Santuario di Castelmagno proseguire lungo la strada e superate le Grange Borgis, oltre i due ponticelli sul fiume Grana, parcheggiare nel tornante Langra sul lato opposto della valle. A piedi salire inizialmente su strada verso le Baite Parvo e passato il ponte Fonirola sul Rio Passè imboccare il sentiero a sinistra per la normale alla Rocca Parvo che ripidamente risale il pendio sino ad un pianoro. Le pareti Sud della Rocca sono evidenti sulla destra. Abbandonare il sentiero e dirigersi per prati e facile pietraia agli attacchi delle vie. (25 minuti)

Curiosità

Non avevo mai preso in considerazione la Rocca proprio per la fama che accompagnava la roccia e per l’esposizione fredda delle sue pareti con lunghi tratti umidi ed erbosi. Nel 2022, però, causa la poca neve cercai gite possibili nei posti meno conosciuti per evitare l’affollamento presente sugli unici itinerari innevati. Deciso per il Monte Viridio, insieme a Katya notammo che il classico itinerario da Chiappi non era sufficientemente innevato per cui proseguimmo verso il Rio Passè ed imboccammo il vallone che notoriamente risulta pericoloso per il rischio valanghe. 

Paolo sul secondo tiro di Poesia Breve

In quelle condizioni era perfetto e fu così che durante la discesa quelle enormi placconate al di là del vallone illuminate dal sole attirarono la mia attenzione, placconate compatte con esposizione perfetta. L’idea di andarci a mettere il naso fu definitiva quando Katya disse “sembrano belle”.
Meno di due settimane dopo ero con Leone a toccare con mano quelle rocce.
Da sotto bellissime, al tatto perfette sul primo tiro, poi da porre attenzione. Le vie tracciate salgono zone di roccia molto compatta, ma a tratti anche delicata e a scaglie. Vanno intraprese con mentalità alpinistica e non da falesia, tastare sempre ciò che si tira. Comunque non per questo sono brutte, sicuramente le ripetizioni le renderanno sicure.
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