La corta parete del Parvetto mi ha regalato delle piacevolissime sorprese sullo stile d’arrampicata di ogni linea, tutte diverse tra loro e tra i singoli tiri. Ho passato giornate intere su quel bel quarzo bianco, sempre da solo ad arrampicare, ma sotto l’occhio vigile del mio fedele Leone. Ho salito le vie in autoassicurazione arrampicandole quindi due volte ognuna, ma mai mi hanno annoiato. Solo “Quintale” mi ha dato del filo da torcere, specialmente per due grossi blocchi poco invitanti in uscita al secondo tiro. Sceso dal quinto spit ho deciso nella stessa giornata, di iniziare l’ultimo spigolo a destra, l’attuale Tonnellata, ed osservando da un’altra angolazione i due blocchi mi sono reso conto della saggia decisione. Tornato con il socio ed amico Walter ci siamo calati e con una piccola leva abbiamo fatto rotolare a valle due belle lavatrici. Dopo l’opera di pulizia e la continuazione della via, ora anche questa linea, la più impegnativa della parete, può essere salita in tranquillità.
Paolo sul secondo tiro di Tonnellata
Dopo aver attrezzato tre linee sul Parvetto dissi a Marco, il custode del rifugio Fauniera, i miei progressi e gli consigliai di andarle a provare. Si sparse così velocemente la voce di questo nuovo sito e iniziai a ricevere richieste delle difficoltà delle vie da parte anche di persone a me sconosciute per poterle andare a ripetere. Si sa che aprendo dal basso non si riesce ad essere precisi con i gradi per cui dicevo loro solo le difficoltà presunte. Terminate le sette vie riuscii ad andarci una volta sola con Katya a provare due linee.
Ne rimanevano ancora cinque da confermare, tra cui le più impegnative. Così in una calda giornata autunnale, dal cielo color cobalto e con i prati coperti dai mirtilli ormai rossi, insieme all’amico Pol le salimmo, confermando e correggendo le difficoltà. Fu una bella giornata davvero, sia per aver arrampicato sulla splendida roccia bianca del Parvetto simile al granito del Monte Bianco, sia per aver ricevuto apprezzamenti da parte di Pol sul lavoro fatto su quella parete.
Consiglio di evitare le doppie sulle vie se non per emergenza. Anche se tutte le soste sono attrezzate con due anelli per calate, la morfologia della parete non garantisce sempre un facile recupero delle corde. Spesso tendono ad incastrarsi. La discesa a piedi è rapida e sicura e riporta sempre a base parete.