DOGGY

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%

Via "DOGGY"

Danilo COLLINO    Katya FEA & Leone   Marco MONCHIERO


Attacco: la via attacca al centro delle evidenti placche sul secondo sperone roccioso a destra.

Esposizione: Sud
Sviluppo:  230 mt.
Difficoltà: 5c max (5b obbl.)

Relazione: 
- L1salire lo speroncino per una ventina di metri, poi continuare su placche sino in sosta 5b 50 mt
- L2 salire leggermente a destra su placca e continuare sino ad incontrare la parete verticale. 5a 50 mt
- L3 superare con un passo impegnativo il muretto e continuare su facili placche 5c 50 mt 
- Lsalire in placca sino ad una piccola terrazza erbosa. Sostare alla base della placconata. . 4c 50 mt
- L5 tiro su ottima roccia e placca compatta.. 4c 45 mt 
- L6 dopo la placca un bel tratto verticale tecnico sino alla penultima sosta. 5b 50 mtt
- L7 spostarsi a destra e salire per cresta sino in cima, su ultime placche fessurate. 5b 50 m

Discesa:  esattamente come la via Dany.

Note

Dopo il giro a piedi fatto con Katya e ancor di più dopo ad aver salito la vicina via Dany, la voglia di esplorare il vicino sperone era alle stelle. Il problema era il periodo. Era fine ottobre, caldo per la stagione con giornate terse e colori autunnali stupendi. Non potendo più transitare sulla via del rifugio Malinvern, decisi di salire dal vallone di Sant’Anna passando per il colle d’Orgials. Ero riuscito a convincere Katya nell’aiutarmi ad iniziare la via, come ai vecchi tempi, ma non avevo tenuto conto di avere un cane che in quella giornata non poteva rimanere a casa con i miei figli. Così oltre a tutto il materiale necessario per la via, avevamo anche Leone con noi. Salendo verso l’attacco della linea parlavamo a riguardo della strategia se lasciare il fido amico legato a terra o pensare di portarlo con noi.

Leone, Katya ed il lago della Valletta d’Orgials

Considerando la stagione, eventuali animali pericolosi per lui una volta solo alla base e magari anche i suoi pianti una volta partiti, decidemmo di portarlo con noi. Fino ad allora ci eravamo spinti a ferrate o semplici tratti rocciosi con lui nello zaino, questa volta invece sarebbe rimasto nello zaino per più tempo. Leone era abituato a queste avventure, così una volta imbragato e posto nello zaino di Katya assicurato con una longe, iniziammo la salita. Avendo lei il peso del quadrupede io dovetti sobbarcarmi tutto il materiale, dagli spit alle batterie di scorta, oltre ai friend, i rinvii e tutto il rimanente. Che dire, Leone ad ogni sosta scendeva assicurato a sgranchirsi ed espletare i suoi bisogni, Katya mi assicurava per il successivo tiro ed io pian piano progredivo cercando la linea più continua e migliore. Così fino al quinto tiro, poi fine energie e ora tarda ci fecero scendere in doppia per poi rientrare alla macchina. Esperienza pazzesca, in due con un cane, credo forse anche unica.

Il passo più impegnativo della via Doggy

Ma la via rimaneva la, incompleta… l’ottobrata continuava così, sentito l’amico Marco all’ultimo decisi di andare a terminarla. Stesso avvicinamento, cinque lunghezze veloci e via verso la fine dello sperone prossimi alla cima. Finimmo tardi e con gli ultimi raggi di sole rientrammo felici per aver completato la nuova linea. Ricordo che erano gli ultimi giorni di ottobre, l’idea era se possibile ripercorrerla per darle i giusti gradi entro la prima nevicata, così sperammo di organizzarci a breve, ma il 2 novembre dello stesso anno, ovvero quattro giorni dopo l’apertura della via ero già sulla neve in valle Po a disegnare belle curve grazie ad una intensa nevicata prematura!

Scheda tecnica

Immagini

  • Non si vede tutti i giorni
  • Roccia davvero bella
  • La linea di Doggy
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