2975 mt

UIA SUD OVEST DI NASTA

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
L’Uia Sud-Ovest di Nasta, conosciuta anche come Gendarme di Nasta, è una snella sommità ben individuata sulla cresta Sud-Sud Ovest della vicina e ben più alta cima di Nasta.

Avvicinamento

Raggiunto il Piano della Casa del Re 1765 mt. ove si lascia l’auto, si imbocca l’evidente sentiero sulla sinistra ed in circa due ore si raggiunge, su comoda mulattiera, l’accogliente Rifugio Remondino. Dal rifugio si continua sul sentiero che, poco oltre la piazzola dell’elicottero, prosegue ben marcato in direzione del lago di Nasta, puntando ad una falesia biancastra già visibile dal rifugio stesso.

Il sentiero si sposta ora leggermente verso destra salendo su facili roccette per risalire un largo canale. All’imbocco di questo canale si svolta a sinistra abbandonando le evidenti tacche di vernice fino a portarsi all’attacco della via poco a sinistra della cascatella con rocce nerastre.

Il lago di Nasta

Curiosità

In veste primaverile

Non ho ricordo di chi l’avesse raccontato, probabilmente avevo ascoltato un discorso di un amico di mio papà, durante una gita nella  zona Remondino di un aereo precipitato. Sicuramente il racconto sarà stato più preciso e dettagliato, ma da bambino avevo assimilato soltanto alcune parti del discorso: ”aereo, tedesco, guerra, rottami, lago, ecc ” Resta di fatto che ho sempre creduto che nel lago della Nasta fosse precipitato in tempo di guerra un aereo tedesco, per la precisione la convinzione era uno Stuka, caduto dopo un combattimento con uno Spitfire inglese. Che fantasie si hanno da bambini! Comunque quella idea fissa rimase per anni, tanto che andai una volta con i miei genitori a vedere i rottami e mi colpì lo spettacolo del lago ghiacciato con enormi blocchi di neve tipo iceberg. Dell’aereo però non ve n’era traccia. Deluso chiesi informazioni a mio papà e mi raccontò di aerei caduti poco lontano, ma non in tempo di guerra, bensì anni dopo. Da quello del Komet sul Souffi a quello del Carbonè. Lui i rottami di quello li aveva visti. In zona Nasta sapeva che un aereo era precipitato, più avanti verso il Bastione, ma non aveva certezza del sito preciso. Ma si sa che quando si è bambini si è cocciuti e quella storia dell’aereo tedesco non la mollai mai. Tornai in zona qualche anno dopo, muovevo i primi passi su roccia e le vie di alpinismo dovevano essere facili, poco pericolose e comode. Così in una due giorni al Remondino ci scapparono la cresta Sigismondi alla Sud dell’Argentera il sabato e la domenica, vista la giornata incerta, la Sud-Sud Ovest all’Uia lungo la via Salesi. Si accese nuovamente la lampadina dello Stuka. Questa volta il lago era privo di neve ed era visibile costantemente per tutta la salita. Lo osservai dall’alto scrutando ogni angolino delle sue acque cristalline, ma nulla, dell’aereo nessuna traccia. Smisi, però, presto di cercare nel lago quando raggiunta la vetta all’Uia iniziarono a cadere fulmini sulla vicina spalla della Nasta. Ricordo benissimo la discesa, fatta velocemente e sotto un temporale pazzesco, per nulla semplice, niente a che vedere ora con la comodissima calata della via “Relax”. Ci vollero un po' di anni per capire cos’era successo realmente su quelle immense pietraie. Purtroppo un aereo era realmente precipitato ed era anche tedesco, ma non risaliva alla seconda guerra l’incidente, bensì al 15 marzo 1960. Tutta la storia mi fu chiara solo dopo aver letto il bellissimo libro “Ali spezzate”, libro che racconta dettagliatamente svariati incidenti aerei sulle nostre Alpi Occidentali.

Via "AMICI ACCADEMICI"

Alberto TARDITI   Danilo COLLINO



Attacco: abbandonato il sentiero all’altezza dell’imbocco del canale, si attraversa su facili placche bianche per raggiungere la base della piccola cascata. Lasciata la caratteristica pozza si raggiunge a sinistra l’attacco della via. (30 min. dal rifugio Remondino).

Esposizione: prima parte Ovest, poi Sud-Sud Ovest 
Sviluppo: 450 mt.
Difficoltà: 4c max

Relazione: 
- L1 si salgono le placche a fianco della cascata. 4b 50 mt.
- L2 si prosegue oltre ad una balza su placca con roccia bellissima.
4c 50 mt.
- L3 tiro discontinuo che segue la continuità su rocce facili fino ad una parte più verticale. 4a 50 mt.
- L4 partenza delicata con leggero traverso a sinistra, poi facile.
4c 45 mt.
- L5 bel tiro verticale fino ad una terrazza poi spostamento a sinistra verso il filo della cresta. 4c 45 mt.
- L6 tiro estetico che ripercorre in parte la via “Salesi”. 4b 45 mt.
- L7 lunghezza facile che abbandona il filo portandosi alla base dell’evidente placconata a sinistra. Non fermarsi alla sosta di “Relax”, ma proseguire alla base delle evidenti placche. 4a 45 mt.
- L8 bellissimo tiro verticale. A destra si trovano le protezioni della via “Oblò”. Sosta nei pressi di una forcella. 4b 40 mt.
- L9 ultimo tiro articolato fino alla sommità dell’Uia. Sosta a destra sulla verticale del canale di discesa. 4b 45 mt.

Discesa: raggiunta la cima dell’Uia Sud-Ovest si cala con una doppia dalla sosta presente sulla verticale al canale versante lago. Consigliabile effettuarla da 60 mt. raggiungendo così comodamente la pietraia. Da lì in poi a piedi per facili pendii sino al lago. La discesa sulla via è sempre possibile, essendo tutte le soste attrezzate su due anelli. Ove non presenti è possibile scendere comodamente a piedi su cenge.

Note

Nell’estate 2023 sono stato due giorni al rifugio Remondino per salire alcune vie indicate ai corsi di addestramento alpinistico per il personale del mio reparto. Dopo aver salito le due nuove facili vie di Gabarrou sulla Paganini ho proposto di andare a provare una via che conoscevo, ma non avevo mai salito, sull’Uia ovvero la via “Relax”.
Sapevo essere lunga e non difficile col vantaggio di una discesa veloce e alcune vie di fuga. Così, partiti presto la mattina, attaccammo in due cordate, salendo i primi due tiri velocemente e perdendo poi un po' di tempo a trovare la sosta per continuare sulle belle placche superiori. Mi colpì la qualità della roccia, davvero bella e super lavorata. In alto, verso la sommità riaffiorarono i ricordi della cresta Salesi, della ricerca dell’aereo ,ma più che altro della complicata calata dalla cima. Fortuna che ora, con la sosta posizionata sul canale, si scende velocemente e comodamente. Una bella via dalle difficoltà contenute, lunga e con il raggiungimento di una vetta...una via completa! Una bella intuizione dell’amico Paolo Cavallo che negli anni ha tracciato belle vie sia qua, sia in valli vicine. Questa volta salendo non ero alla ricerca dell’aereo, bensì muovendomi in un mare di placche ero allo studio di un’eventuale nuova linea che salisse senza disturbare le vie già presenti e che evitasse quella grossa cengia iniziale che un po' disturba la continuità di Relax. Così ad ogni tiro parlavo con Alberto sulla possibilità di passare di là, salire di lì, continuare dritto, ecc... Rimaneva il dubbio di come evitare la cengia, cosa difficile perché davvero grande. La soluzione la trovò proprio Alberto scendendo. Aspettando l’altra cordata facemmo un giro a piedi vicino alla parte bassa della parete, dove prende origine la cascatella che scende dal lago. Fu lì che Alby intuì una possibile continuità su roccia ovvero facendo passare la linea molto a destra. Anche se facile comunque si doveva arrampicare. Era luglio, un’altra idea nel taccuino era stata appena appuntata in attesa del momento propizio.

Alberto sul quinto tiro

Ottobre 2023. Siamo su al Remondino per una tre giorni alpinistica con salita finale sulla regina delle Marittime. L’idea era una via facile, da fare con lo scopo di addestramento, completa e con la possibilità di scendere senza problemi. Così mentre i gruppi si dedicavano alle vie facili percorse a luglio io e Alberto partimmo per la nostra nuova avventura. Le idee erano chiare, l’attacco certo e la linea da seguire disegnata nelle menti. Il nostro intento era quello di mantenere una difficoltà obbligatoria bassa, la più continua possibile, perfetta per le attività di addestramento al movimento su vie in quota. Ci ponemmo tre obiettivi, proteggerla in modo sicuro facendo si che la via non la si potesse mai perdere, mantenere una difficoltà il più possibile costante e non disturbare le vie già tracciate. Diciamo che siamo riusciti negli intenti, tutta la salita la scalammo con le scarpe di avvicinamento per cui sempre in scioltezza, la roccia sempre ottima e lavorata permise di mantenere costante l’impegno e la cosa per me più importante fu riuscire a non toccare le vicine vie Relax ed Oblò. Solo un tiro della cresta Salesi percorremmo, quello più aereo, ma essendo stati noi sul filo e non più a destra dove passa la storica via, ritengo che gran disturbo non lo abbiamo dato. In due giornate riuscimmo a salire tutta la via e anche a ripeterla. Era metà ottobre e con le temperature praticamente estive si arrampicava in maglietta. La cosa divertente è stato sapere che a meno di una settimana dall’apertura, la via contava già tre ripetizioni e tutte con commenti positivi. Ora la via “Amici Accademici”, insieme alla vicina via Relax, permetteranno di trascorrere giornate appesi senza stress, non solo per addestramento alpinistico, ma anche per piacevoli salite da parte di chi non cerca il gesto puramente tecnico, ma per chi ama splendidi panorami nel totale silenzio.
Prossimi alla cresta Salesi

Scheda tecnica

Immagini

  • Il delicato traverso del quarto tiro
  • Nel cerchio giallo la sosta della via “Relax” posizionata poco più in alto
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