FILIPPO

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
L'amico Castel sul primo tiro verticale

Note

La via Filippo nasce su volontà del gestore del rifugio Fauniera. La parete a destra delle ultime vie sulla Rocca Negra presenta cenge e diedri parecchio erbosi. L’avevo sempre osservata senza però soffermarmi troppo nel cercare una linea fintanto che ad un’ulteriore richiesta di Marco, le mie osservazioni sono diventate più oculate, attente nei particolari, nella ricerca di evitare interruzioni ed erbe. Così, binocolo alla mano, una linea l’ho individuata, sù dritti sino al grande terrazzo erboso, poi a destra lungo la cresta fino all’anticima.
Estate 2025 insieme a Danilo eccomi all’attacco della via. La linea ce l’ho in mente, metro per metro. Salgo veloce il primo tiro sino ad un ottimo posto di sosta. Le difficoltà sono contenute, l’idea è di mantenerle costanti e non elevate, in alto la cresta da seguire verso l’anticima non sarà impegnativa. Giunto Danilo decidiamo di andare verso destra, qui un primo canaletto erboso impone un passo per proseguire su roccia, evitando tratti erbosi. Esce una lunghezza esigente, ma divertente e di continuità.

Sul passaggio più impegnativo

Incontro alcune rocce da disgaggiare, buona parte sono piccole e le riesco a lanciare lontano fuori dalla verticale dell’amico, ma altre sono grosse e richiedono il martello per farle cadere. Con socio e corde sotto meglio evitare, così posizionata un’altra comoda sosta oltre un secondo canaletto lo avviso di salire. Danilo è un ottimo pulitore di vie, durante la salita incontra alcuni blocchi e decide di farli cadere. I tempi però si allungano notevolmente ed io ambirei ad arrivare sull’anticima in giornata. Inizialmente gli dico di lasciare perdere, meglio col martello che a mani nude, che lo faremo scendendo in doppia. Ma lui, essendo mio omonimo, ha la testa dura e continua imperterrito a pulire, gridando ad ogni lancio e divertendosi. È ora di salire il terzo tiro, verticale verso la cresta, la sosta la metterò prossimi al terrazzo triangolare erboso che in parte conosco. La lunghezza è bella, simile alla precedente. I tre tiri appena saliti promettono bene, pure la prossima parte su cresta sembra bella, immagino l’arrivo sulla cima quando durante i tonfi dei sassi che impattano alla base della parete sento un “ Ahiii”. Urlo a Danilo chiedendogli cos’è successo. Silenzio, poi lamentele ed altre parole… un sasso ha girato e gli ha colpito un dito. Evito di dirgli la scontata frase “te l’avevo detto !” e chiedo quanto è grave. Mi urla essersi pestato un’unghia, ma che continuerà fino in sosta. All’arrivo il dito non è bello da vedere, insanguinato e con del viola sotto l’unghia.

Scheda tecnica

Immagini

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