Durante la ripetizione della via “Matilde” osservavo il settore a destra, tra l’ultimo monotiro e questa linea c’era parecchia roccia libera. Guardandola attentamente, sembrava articolata e salibile, solo il leggero strapiombo poteva porre qualche difficoltà, ma fin tanto che non lo si affronta non lo si può dire. In una bella giornata di agosto chiesi a Walter se gli andava di andare a vedere questa nuova linea, ancora una giornata insieme prima della mia partenza per il Polo Sud. All’attacco decidemmo la linea, dritti in placca poi a sinistra evitando le zone strapiombanti. Trenta metri di bellissima arrampicata con la sorpresa del movimento in uscita in sosta impegnativo, passo che si rivelerà essere il più duro di tutta la via. Seconda lunghezza su roccia lavorata seguendo una specie di speroncino, sino ad una comoda sosta in una nicchia.