2493 mt

SERRIERA DI BARBACANA

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
La prima guglia della Serriera di Barbacana si intravede ardita ed impegnativa già dai tornanti di Li Pian de la Guiza, ma la forma definitiva l’assume una volta imboccata la parte alta del vallone di Barbacana, stagliandosi a sinistra contro il cielo. Altro non è che una successione di guglie, con orientamento nord-sud, orograficamente importante in quanto divide due vallette minori, a est il vallone di Seccia ed a ovest il vallone dei Dossi. La Serriera è conosciuta nella zona per la prima vera salita alpinistica effettuata da Zapparoli Manzoni e Degioanni, che nel settembre del 1932 la percorsero fino a raggiungere la lontana Cima di Collalunga.

Avvicinamento

Raggiunti i tornanti presso Li Pian de la Guiza si continua seguendo la comoda mulattiera sino al quarto tornante. Di qua si sale senza percorso obbligato per i pianeggianti pascoli e costeggiando il fiume lo si attraversa appena possibile. In primavera o dopo abbondanti piogge può risultare difficoltoso effettuare il guado e per scongiurare una bagnata di piedi è consigliabile continuare sino al sesto tornante. Attraversando in orizzontale ed in leggera discesa si incontrano due grossi massi che permettono, normalmente con un salto, di raggiungere l’altra sponda.
Ora per balze e vaghe tracce si sale verso sinistra sino a raggiungere la cresta erbosa che si affaccia sul vicino vallone di Seccia. Tenendosi sul lato destro salendo si giunge all’attacco della Serriera.

La Serriera vista salendo verso i laghi di Lausfer

Curiosità

La serriera la percorsi molti anni fa, agli inizi delle mie prime avventure quando ancora l’idea era la ricerca del classico e del facile. Ricordo che raggiunta la terza punta, cambiò il tempo e dovendo scendere imboccai un canale lato Dossi, che con l’erba bagnata si rivelò più impegnativo di tutta la salita. Recentemente, però, durante i momenti passati al Dahù davanti ad una buona birra e qualche stuzzichino di Beppe, nel raccontare le peripezie delle nuove aperture delle vie intorno al suo rifugio, ogni discorso si concludeva con: “ma la Serriera non puoi attrezzarla un po'? sono passati due e mi han detto che alla seconda punta han sbagliato… altri tre son dovuti scendere perché han perso tempo sulla prima punta…”

Salendo la prima guglia

Sinceramente non sono d’accordo nell’attrezzare completamente in maniera moderna una via classica o storica, ma mi lasciai convincere da Beppe che decise di farmi parlare con suo papà sulla linea originale seguita dagli apritori. Venni così a conoscenza di particolari che non conoscevo, che le guglie da scalare erano più di quelle relazionate e che l’attacco era decisamente più in basso.
Preparato il materiale, convinti Mauro e Katya, partimmo per un’altra avventura con la regola di usare le protezioni ove necessario e per dare una linea da seguire corretta. Se percorsa interamente fino alla fine supera i mille metri di sviluppo e regala una giornata ricca di panorami con tratti veramente esposti. Un grazie anche a Leone per averci aiutato a terminare la parte finale dell’ultima guglia.

I miei soci

Via "LI CREST DI VALSECIA"

Mauro CASTELLENGO  Katya FEA  Danilo COLLINO


Attacco:  l’attacco della Serriera lo si raggiunge facilmente per comodi terrazzamenti erbosi ed è posto sotto uno spigolo a sinistra di un evidente diedro sul lato destro della cresta, lato vallone dei Dossi.

Esposizione: Nord 
Sviluppo:  1000 mt se percorsa fino alla mulattiera sotto al Caposaldo di Collalunga o 700 mt se si scende alla fine delle difficoltà.

Difficoltà  IV max
Relazione: 
-L1 la cresta sale lungo l’evidente e facile spigolo andando a sostare pochi metri a sinistra su comoda cengia. IV- 30 mt.  
-L2 salire sulle evidenti e belle fessure fino alla sommità della torre “0”. IV- 30 mt. 

Spostarsi facilmente sino alla base della I^ guglia presso una sella.

-L3 attaccare verticalmente la guglia su facili placche e sostare presso un piccolo terrazzo erboso. III 30 mt. 
-L4 continuare salendo le facili placche fino alla sommità. Sosta attrezzata per calata sul torrione a sinistra.  III+ 30 mt. 

Calare per 30 mt lato Dossi e successivamente risalire alla vicina forcella visibile a destra.

- L5 percorrere lato Seccia un traverso facile sino a raggiungere un’altra forcella alla base della II^ guglia.  II 40 mt.
- L6  salire l’evidente placca verso destra e raggiungere la sosta posta sulla cresta.  IV 30 mt. 
- L7 proseguire sulla cresta sino a raggiungere la sosta per calata sulla II^ guglia. II 25 mt. 

Calare per circa 25 mt lato Dossi spostandosi poi alla vicina forcella.

- L8 attaccare verticalmente superando prima una placca poi un estetico diedro sino a raggiungere la sosta poco sotto alla III^ guglia. IV- 30 mt.

Cresta: salire sulla sommità della III^ guglia e proseguire per un lungo tratto prima facile poi sempre più aereo sino ad arrivare ad una sosta attrezzata per la calata.  III 

Calare per 30 mt lato Dossi.

Continuare ora in direzione della IV^ guglia mantenendo il filo sinistro in cresta sino alla sommità e proseguire verso zone sempre più facili sino al termine delle difficoltà. III
Ora la cresta perde di continuità, ma regala ancora interessanti passaggi su balze eventualmente evitabili su entrambi i versanti. Quindi con divertente arrampicata raggiungere la mulattiera che collega la casermetta di Barbacana al Caposaldo di Collalunga.

Discesa:  vi sono più possibilità per scendere dalla Serriera.

- Raggiunta la mulattiera la si segue lato vallone dei Dossi e  comodamente si ritorna nel Vallone di Barbacana quindi ai Pian de la Guiza.
- Superata la IV^ guglia e raggiunta la zona facile al termine delle difficoltà si può scegliere se scendere nel facile canale lato Seccia e di qui su comoda pietraia alla base della Serriera oppure il canale più ripido lato Dossi e con traverso verso il Vallone di Barbacana direttamente alla mulattiera su menzionata.

Eventuali vie di fuga dalla Serriera sono possibili fino alla forcella tra la I^ e II^ guglia scendendo con attenzione i canali lato Dossi. Oltre diventa necessario l’abbandono di materiale, perché i canali diventano pericolosi.
Dall’ultima doppia oltre la III^ guglia, invece, è possibile scendere con molta attenzione se innevato o con erba bagnata il canale lato Dossi o più facilmente con doppie attrezzate nel canale lato Seccia.
Sosta di calata sotto l’imbocco del canale (30 mt) e successivamente anello singolo (20 mt).

Note

Cercando l’attacco basso della Serriera mi sono imbattuto nel primo diedro ed essendo abbastanza erboso mi sono tenuto più sullo spigolo a sinistra. Salendolo, durante la posa di una protezione, ho notato un cordino tra qualche ciuffo d’erba e così nell’andare a guardare con sorpresa è uscito un vecchio cuneo di legno… chissà se dei primi salitori o di qualcuno che ha ripetuto la cresta, sicuramente non in tempi recenti data la vetustà del materiale.

Ritrovamenti

Oltre ho recuperato chiodi vecchi ed arrugginiti, sicuramente storici e tolto anche qualcosa di più recente perché davvero poco sicuro. I numerosi cordoni e fettucce abbandonate hanno dato ragione a Beppe… molti su quella cresta devono aver sbagliato la linea più facile e logica.
Ora seguirla è semplice e con le difficoltà contenute ed i passaggi vari ed aerei la salita regalerà soddisfazioni. La si può affrontare con la tecnica della conserva protetta o come via vera e propria facendo dei tiri. L’unico accorgimento è ricordare le lunghezze delle calate ed eventualmente le vie di fuga, sia quelle attrezzate sia quelle no.

Un tratto di cresta della III^ guglia

Scheda tecnica

Immagini

  • II^ guglia dalla forcella prossima al diedro
  • Pronti per terminare la cresta
  • II^ guglia
  • Un bel passaggio
  • La forcella tra I^ e II^ guglia
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