Questi monotiri sono stati volutamente attrezzati con protezioni vicine per permettere ai bambini di progredire da primi di cordata. A prima vista le protezioni così vicine potrebbero spiazzare un adulto, ma la distanza da terra e tra placchetta e placchetta è quella che permette di evitare, anche ai più piccoli, una caduta pericolosa.
Purtroppo devo segnalare, con dispiacere, che questa piccola falesia della Valle Maudagna detiene un triste record. È stata la prima soggetta al furto seriale di placchette. La prima volta, quando ancora non era stata pubblicata, furono asportate le prime due protezioni di ogni tiro, le più facili per chiunque essendo posizionate entro il metro e ottanta.
Cosa curiosa fu ritrovare però ad inizio stagione i dadi e le rondelle avvitati… da vero ”Ladro Gentiluomo”.
Pensammo che era per la vicinanza alla strada o forse per il gigante climber superflue le prime placchette e quindi autorizzato all’ asporto.
La cosa, però, divenne seriamente preoccupante quando dopo averle rimesse nell’arco di tre mesi sparirono nuovamente. Stavolta molte di più comprese due soste, le più accessibili anche senza corda!
Fu l’inizio delle preoccupazioni. Caddero sotto i furti dei placchettari anche le falesie del Monte Moro, dei Quarzini, della storica ma appena richiodata falesia degli Astigiani, Miroglio, i Bassi e le rocce di Costabella considerando la sola zona del Monregalese.
Furti però son successi in altre valli, dalla vicina Ellero alle più lontane Maira e Po.
Parlando con altri valorizzatori di rocce e siti, dopo svariate considerazioni e discussioni al o ai ladri non siamo arrivati, o meglio non con certezze!
Forse meglio così… sicuramente colui o coloro che pensano di continuare a farla franca non sanno che ci siamo modernizzati, ognuno di noi ha sviluppato un metodo per riconoscere i propri materiali, per trovarli in mezzo ad altri.
Come risaputo chi semina raccoglie, ma chi raccoglie si china… ehh… a quel punto è un attimo!!!
Scherzi a parte, speriamo il placchettaro seriale abbia finito con le sue razzie, sia redento e se mai deciderà di farne buon uso lavori bene e a regola d’arte… che almeno ci consoli il fatto che parte del “nostro” materiale non sia andato vano!
Scusate lo sfogo ma… “quanno ce vo, ce vo!”