LEONE

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%

Via "LEONE - Rebus"

Danilo CURETTI   Danilo COLLINO


Attacco: è la via più a sinistra dell’avancorpo. Si raggiunge risalendo la china erbosa prima e di pietre poi.

Esposizione: Est
Sviluppo:  140 mt.
Difficoltà: 5c max

Relazione: 
- L1 si attacca a destra del ruscello su facile placca. 4c 30 mt 
- L2 in verticale su placca appoggiata. 5a 35 mt
- L3 specchio di roccia bellissimo con un passo delicato a sinistra. 
5c 35 mt 
- Lsi ritorna sullo spigolo e per facilfinale in obliquo a sinistra su buone prese.  4c 40 mt


Discesa: in doppia sulla via, come da schizzo.

Monotiro REBUS

Attacco: a destra della via Leone

Esposizione: Est
Sviluppo:   25 mt. 
Difficoltà: 6a+ max

Relazione: 
- L1 monotiro su spigolo articolato 6a+ 25 mt 

Questo monotiro è nato dopo aver trovato quattro spit ed un maillon abbandonati in parete anche questi con una storia ignota… la bella roccia e la posizione vicina a due vie ci hanno convinti per la sua ultimazione!

Note


La via Leone nasce a seguito di un avvenimento curioso. Nell’inverno di quello stesso anno la neve tardava ad arrivare, ma in compenso con le basse temperature si erano formate cascate ovunque. Ogni flusso d’acqua era ghiacciato e senza neve gli avvicinamenti erano tutti comodissimi. Pericoli di valanghe inesistenti e ottime condizioni del ghiaccio avevano permesso salite fantasma anche anche in questa valle, normalmente pericolosa e parecchio distante da raggiungere. Quell’inverno con tutta la famiglia ero andato fino al rifugio Malinvern e salendo osservavo le innumerevoli colate ghiacciate. Lassù, in fondo al vallone, si vedeva un enorme scudo di ghiaccio e anche nella zona a destra dell’avancorpo una bella colata. Tornai così qualche giorno dopo a salire con mia moglie, Mauro e Marco, le Lacrime di Maurizio, una bellissima cascata proprio sulla via Jouc d’Aigo e a capodanno The Sheld questa volta con tutta la mia famiglia compreso Leone e l’amico Mattia, Barbara ed il loro cane. 

La tecnica placca di Leone

Eravamo alla base dello scudo intenti a salire varie linee. I due quadrupedi erano legati nella zona pianeggiante accuditi da Barbara, quando, liberati per errore, mio figlio mi chiamò dicendomi che Leone era salito dietro di lui e ed era andato sulle placche di roccia per raggiungerci. Era salito in alto, prima su ghiaccio poi su roccia, ormai bloccato ed impaurito li si era bloccato. L’amico Mattia, libero in quel momento, partì in soccorso e tra ghiaccio e dry lo riportò alla base. Quella linea verrà percorsa per intero a giugno ed il suo nome non poteva che chiamarsi Leone, fido amico non solo su roccia, ma anche su ghiaccio.

Scheda tecnica

Immagini

  • Giochi su The Sheld dove corre la via Leone
  • La tecnica placca di 5c
  • La zona in un inverno secco
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