2692 mt

TESTA DI CIMON

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
La Guida dei Monti d’Italia riporta la Testa Cimon come “una prominenza di nessuna importanza sull’ampio e tondeggiante spartiacque a nord-ovest della Cima di Collalunga”. Effettivamente non vi sono sentieri che la raggiungono, ma solo tracce dal Passo di Barbacana. Cosa ben diversa, invece, è stata la sua importanza nell’ultimo periodo bellico. Sul suo versante nord erano installati tralicci con rimandi di una teleferica di servizio e rifornimento alle postazioni sulla cresta tra il caposaldo “Cima di Collalunga” e la casermetta di Barbacana durante il conflitto protrattosi fino al 1945¹.
Ora sulla parete N-NO della Testa Cimon corre la via “Cinnamon”, cinque lunghezze divertenti su bella roccia che salgono in verticale un museo di storia a cielo aperto.


¹ In rete è possibile acquistare un cortometraggio dal titolo ”L’ultima battaglia delle Alpi” in cui viene documentata la fine del secondo conflitto bellico con riprese e foto originali proprio in questo vallone con l’attacco francese alla casermetta di Barbacana.

Avvicinamento

Dal rifugio Dahu de Sabarnui, si sale il vallone di San Bernolfo lungo la strada sterrata fino al termine dei tornanti ove diventa mulattiera².
Si continua per quest’ultima fino al bivio a quota 2290 mt e lasciando a destra la deviazione per i laghi del Lausfer si prosegue in direzione del Passo di Barbacana. Raggiunta una zona erbosa pianeggiante conosciuta come “l’Aiga dal Becas ³” con un ruscello, una sorgente, una cava di ghiaia e vecchi baraccamenti (quota 2380 mt) si risalgono ancora pochi tornanti sino a quota 2450 mt giungendo ad un altro bivio. Di qui andando a sinistra per il vallone dei Dossi e salendo direttamente al grande muro in pietra alla base della Testa Cimon o continuando ancora per la mulattiera a destra verso il visibile Passo di Barbacana. Appena superata la “Chintaina”, in gergo i due maestosi massi erratici, verso sinistra si imbocca una poco marcata mulattiera sempre nella pietraia e si raggiunge il primo muro in pietra.

²  Iniziata la mulattiera e superato il terzo tornante è possibile imboccare a destra un sentiero che, mantenendosi sul lato simile a scorciatoia, la raggiunge nuovamente tagliando i lunghi tornanti a sinistra.

³ “Aiga dal Becas“ ovvero il pianoro erboso ove è possibile superare il ruscello che nasce dalla curiosa sorgente direttamente dalla roccia posta poco più in alto e sfruttato come cava per ricavare la ghiaia durante la costruzione delle fortificazioni della zona. Sui pendii superiori sono ancora visibili, invece, zone di quarzo bianco con evidenti segni di scavo per l’estrazione della “mica”, un minerale della famiglia dei silicati, con forte capacità riflettente.

L’aiga dal Becas e la Testa Cimon

Curiosità

La Testa Cimon, fino all’apertura della via “Sebastian” sulla Testa degli Spagnuoli non aveva mai destato la mia attenzione. Anche in inverno salendo in sci verso il Passo di Barbacana lo sguardo era sempre sulle classiche e più conosciute vette limitrofe. Però, intento a salire sul versante Sud Est della Rocca Negra, mi colpirono quelle placche continue che, illuminate dal sole pomeridiano, splendevano nel loro colore biancastro, probabile segno di bella roccia. Così, in una calda giornata di fine settembre, in compagnia di Katya e Mauro, con i soliti zaini belli pesanti, ero in cammino verso quella parete sconosciuta, col dubbio di come sarebbe stata la roccia, la linea e più che altro l’avvicinamento.

In apertura sul secondo tiro

Via "CINNAMON"

Mauro CASTELLENGO  Katya FEA  Danilo COLLINO


Attacco:  raggiunto il primo muro a secco sormontato da due blocchi di cemento ed una vasca in cemento, salire orizzontalmente verso sinistra sino a raggiungere il grande muro in parte crollato e poco più in alto l’attacco della via.

Esposizione: Nord – Nord Ovest
Sviluppo:  230 mt. 
Difficoltà: 5c max (5b obbl.)

Relazione: 
- L1 attaccare su belle placche con andamento verso sinistra sino a sostare a destra di una terrazza erbosa. 5a 50 mt. .
- L2 salire pochi metri in verticale e continuare in traverso a sinistra sostando alla base di una lunga placconata. 5b 45 mt
- L3 salire verticalmente la placca su ottima roccia con divertente arrampicata in aderenza. 5c 45 mt.
- L4 il tiro raggiunge la base dello sperone finale, a destra della sosta è possibile osservare i resti di un traliccio. 5b 45 mt.
- L5 i primi metri di questo sperone sono disturbati dal lichene, ma poco più in alto lungo il filo la roccia torna pulita. 5c 45 mt.

Discesa: giunti al termine della via è possibile calarsi in corda doppia essendo tutte le soste attrezzate con maglie rapide ed anello. Per godere appieno del panorama dell’alta Valle Stura e della Val de la Tinèe è vivamente consigliato continuare camminando sino alla vicina Testa Cimon e percorrendo verso destra la dorsale raggiungere per tracce di sentiero il Passo di Barbacana. Con la comoda mulattiera tornare verso valle transitando vicino alla casermetta omonima.

Note

Per fortuna l’idea si rivelò azzeccata. L’avvicinamento alla parete era comodo; seguendo il sentiero verso il Passo di Barbacana si trova un visibile taglio a sinistra che in piano raggiunge un grande muro a secco posto pochi metri più in basso dell’attacco. Mauro fu il primo ad attaccare, la bella roccia e le difficoltà contenute ci permisero velocemente di salire due tiri. Poi toccò a me, con andamento a sinistra salii verso un marcato sperone e così arrivammo alla sua base salendo quattro bei tiri. 

Il primo tiro

Ormai era tardi, il sole ci stava riscaldando ulteriormente, ma stava anche facendo capolino dietro alle creste, così la decisione fu di iniziare a scendere e rientrare. L’avvicinamento richiede due ore e mezza di cammino, ma anche il rientro non è breve, il vallone di Barbacana è lungo, però regala sempre belle sorprese e stupendi scorci ogni qualvolta lo si percorra. La via era da finire, non potevo lasciarla in sospeso per troppo tempo, così con Katya decidemmo di trascorrere qualche giornata di relax proprio in questa valle a noi cara. Il camper non lo avevamo più, Beppe era chiuso per riposo prima della stagione invernale, così l’idea di usare la macchina come van. 

Il nostro camper

Tre giornate di un caldo ottobre vicino alla capanna Corborant, due di arrampicata e una per passeggiare, ma si sa, esplorativa. Così fu, finimmo la via con l’ultimo tiro sullo sperone per poi scendere dal sentiero verso il passo di Barbacana. Ne uscì una via piacevole, non difficile e molto panoramica. Seconda giornata per la ripetizione di Sebastian e terza per il Corborant, ma salito questa volta cavalcando tutta la cresta dalla cima di Malaterra. Fu proprio in questa ultima giornata che mi colpirono le belle placconate della Serra di Ciarbonet, prossimo terreno di gioco con Danilo

Scheda tecnica

Immagini

  • Fissa cavo spinato
  • L'inizio della lunga e bella placca
  • Traverso del secondo tiro
  • Un bel passaggio
  • Il traliccio della teleferica
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