2855 MT

AGNESE

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%

Via "AGNESE"

Danilo CURETTI    Danilo COLLINO


Attacco:  come descritto in precedenza, raggiunta la pietraia la si percorre prima su rocce di notevoli dimensioni, poi più piccole fino al piede dell’evidente sperone. Delle due vie “Agnese” è quella di sinistra.

Esposizione: Est - Sud Est
Sviluppo:  210 mt. 
Difficoltà: 5b max 

Relazione: 
- L1 la via attacca su una placca grigia di ottima roccia andando verso sinistra a sostare su un pulpito. 4c 45 mt. .
- L2 salire dritto su placche lavorate e scavalcando a sinistra la paretina verticale sostare sul pendio rivolto ad est. 5a 40 mt
- L3 attraversare per 30 metri a sinistra su facili balze lavorate e salire nel canale sino alla base di un triangolo bianco. 4b 45 mt.
- L4 salire tutto d’un fiato questo stupendo tiro su roccia bianca per andare a sostare sotto al muro verticale a destra. . 5b 40 mt.
- L5 salire ancora su roccia bellissima fin quando terminano le difficoltà ed in breve si raggiunge la cresta sommitale. 5a 35 mt.

Discesa: le soste sono attrezzate con maglie rapide ed anello per permettere la calata in qualunque momento. Dalla sommità della via, effettuate le due doppie in verticale, si consiglia di scendere dalla terza sosta direttamente a terra sulla pietraia tornando all’attacco velocemente a piedi.

Note

La via “Agnese” nasce dopo aver salito la facile via vicina. La roccia ed il panorama trovati su Amelia ripagavano alla grande il lungo avvicinamento e la difficoltà contenuta dei diversi tiri ci avevano permesso di trascorrere una bellissima giornata completando la via velocemente. Fu Danilo che lanciò l’idea di valutare una linea vicina. La roccia sembrava sempre bella e l’inclinazione della parete maggiore. Poteva uscirne una più difficile e se percorse entrambe avrebbero garantito una giornata intensa di arrampicata in un luogo isolato e silenzioso. Così, lasciati alcuni materiali alla base della via, iniziammo a scendere e di tanto in tanto ci fermavamo per osservare da lontano quale sarebbe potuta essere la nuova linea. Dal lago inferiore del Lausfer la vista era perfetta, la linea era già in mente. Bisognava solo tornare.

In apertura sul bellissimo triangolo bianco del quarto tiro

Cosa che avvenne pochi giorni dopo, veloci su per il sentiero in poco più di due ore eravamo all’attacco. Questa volta toccava a Danilo iniziare, così appena pronto partì sulla prima lunghezza.
Avevamo deciso di raggiungere un bellissimo triangolo bianco, per cui dovette salire mantenendo una linea obliqua a sinistra. Due tiri su ottima roccia e facili ci portarono alla base uno sperone pronunciato. Qui il dilemma, salirlo o traversare a sinistra verso il triangolo? Passammo un po' di tempo a valutare la cosa, poi lo sperone perse per la roccia che in alto diventava nerastra, ovvero lichenata. Il triangolo era bianco e pulito, così presi io il comando e con un facile traverso ne raggiunsi la base. Scelta azzeccata, una placca ondulata continua con roccia perfetta mi fece salire velocemente e con grande soddisfazione raggiunsi la sommità. 

Il muretto dell'ultimo tiro

Tiro davvero spettacolare, anche Danilo lo confermò.
Da qui un’ultima lunghezza ci portò in vetta, panoramica e con un colpo d’occhio fantastico sul lato francese. Non rimaneva che scendere, ora due linee c’erano e una bella giornata di arrampicata plaisir si poteva trascorrere anche su questa cima alpinisticamente sconosciuta. La calata fu veloce, con tre doppie raggiungemmo la pietraia e a piedi gli zaini. Rimaneva il dubbio dello sperone, una linea ci starebbe, la roccia pur lichenata sembra sana. Al momento rimane nel taccuino, chissà… potrebbe essere un’altra giornata appesi in un posto isolato, ma spettacolare.

Scheda tecnica

Immagini

  • Collalunga, Beccas di Corborant e Rocca Negra con le prime nevi autunnali
  • Cima di Malaterra Sud con il paese di Auron
  • Resti dell'elicottero
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