2481 mt

PARVETTO

AVVICINAMENTO

30%
DIFFICOLTÀ

30%
Il Parvetto salendo dalla Valle Grana non è molto visibile, perché nascosto dalle alte pareti della Rocca Parvo, cosa diversa invece dal sentiero della Curnis Auta, specie dalla Punta Parvo, in direzione della Cima Fauniera.

Avvicinamento

Dal rifugio Fauniera, imboccata la breve strada sterrata del bivacco invernale in legno, si prosegue per un centinaio di metri sul sentiero per il Colle Fauniera per piegare successivamente a sinistra sulla traccia che porta alla Punta Parvo.
Con comodo traverso, prima su prati poi su pietraia, si giunge ad un piccolo colletto. Ora con traverso praticamente in piano verso destra si continua fino al Pian del Nais e superato un abbeveratoio nero in plastica si arriva al fondo del pianoro. Ai cartelli indicatori si sale a sinistra sempre su traccia sino al Col del Nais.
Ora a destra sino al colletto prossimo alla Punta Parvo, quindi per pendio erboso si scende facilmente sino alla base della parete. (30 minuti)

Curiosità

Nella fessura del secondo tiro di Decagrammo

Le vie sul Parvetto sono recenti. La scoperta di questa parete, non alta ma di roccia molto bella, si deve ad una giornata tardo autunnale di rientro dal Monte Omo nel vicino vallone dell’Arma. Complice il sole basso sull’orizzonte, la parete con luce arancione mi balzò agli occhi e così decisi di andarla a vedere quel giorno stesso. Katya, non disdegnando mai un’ulteriore passeggiata, mi accompagnò in quella perlustrazione. Dal rifugio l’avvicinamento è davvero breve e comodo, non più di 25 minuti. La parete parve subito non molto alta e la osservai di fronte, dalla Cima Parvo.

Con Katya, in uno dei miei posti preferiti

Bastò, però, andare alla base e toccare quella bella ed articolata roccia per convincermi che su quella punta avrei dovuto tracciare qualche linea. Katya capì subito dal mio sguardo le mie intenzioni e scuotendo la testa prese a scendere borbottando…sapeva che era nato un nuovo cantiere, per il momento immaginario da trascrivere sul mio taccuino, ma a breve reale sul posto.

Note

La corta parete del Parvetto mi ha regalato delle piacevolissime sorprese sullo stile d’arrampicata di ogni linea, tutte diverse tra loro e tra i singoli tiri. Ho passato giornate intere su quel bel quarzo bianco, sempre da solo ad arrampicare, ma sotto l’occhio vigile del mio fedele Leone. Ho salito le vie in autoassicurazione arrampicandole quindi due volte ognuna, ma mai mi hanno annoiato. Solo “Quintale” mi ha dato del filo da torcere, specialmente per due grossi blocchi poco invitanti in uscita al secondo tiro. Sceso dal quinto spit ho deciso nella stessa giornata, di iniziare l’ultimo spigolo a destra, l’attuale Tonnellata, ed osservando da un’altra angolazione i due blocchi mi sono reso conto della saggia decisione. Tornato con il socio ed amico Walter ci siamo calati e con una piccola leva abbiamo fatto rotolare a valle due belle lavatrici. Dopo l’opera di pulizia e la continuazione della via, ora anche questa linea, la più impegnativa della parete, può essere salita in tranquillità.

Paolo sul secondo tiro di Tonnellata

Dopo aver attrezzato tre linee sul Parvetto dissi a Marco, il custode del rifugio Fauniera, i miei progressi e gli consigliai di andarle a provare. Si sparse così velocemente la voce di questo nuovo sito e iniziai a ricevere richieste delle difficoltà delle vie da parte anche di persone a me sconosciute per poterle andare a ripetere. Si sa che aprendo dal basso non si riesce ad essere precisi con i gradi per cui dicevo loro solo le difficoltà presunte. Terminate le sette vie riuscii ad andarci una volta sola con Katya a provare due linee.
Ne rimanevano ancora cinque da confermare, tra cui le più impegnative. Così in una calda giornata autunnale, dal cielo color cobalto e con i prati coperti dai mirtilli ormai rossi, insieme all’amico Pol le salimmo, confermando e correggendo le difficoltà. Fu una bella giornata davvero, sia per aver arrampicato sulla splendida roccia bianca del Parvetto simile al granito del Monte Bianco, sia per aver ricevuto apprezzamenti da parte di Pol sul lavoro fatto su quella parete.

Sulla bella roccia bianca del Parvetto

Consiglio di evitare le doppie sulle vie se non per emergenza. Anche se tutte le soste sono attrezzate con due anelli per calate, la morfologia della parete non garantisce sempre un facile recupero delle corde. Spesso tendono ad incastrarsi. La discesa a piedi è rapida e sicura e riporta sempre a base parete.

Immagini

  • Primo tiro di Chilogrammo
  • Sul passo chiave di Quintale
  • Fessure e spendida roccia
  • Katya in uscita di L2 di Grammo
  • Un gesto che motiva a continuare
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